Lunedì 5 luglio 2004

Gli statuti per lo sport

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
I nuovi statuti per le associazioni sportive dilettantistiche e per le società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata senza scopo di lucro.
a cura di FISCOSPORT S.r.l.

Il 18 giugno scorso si è tenuto, presso la scuola Superiore dell'economia e finanze, un convegno riguardante la disciplina fiscale delle società ed associazioni sportive dilettantistiche. Sono state esaminate le novità fiscali recentemente approvate e contenute nel decreto legge n. 72 del 22 marzo 2004, convertito dalla legge n. 128 del 21 maggio 2004 (G.U. n. 119/2004). Il legislatore è dunque intervenuto sostituendo integralmente il comma 18 dell'art. 90 della legge n. 289/2002 ed introducendo ulteriori modifiche.

Durante il dibattito successivo alle relazioni sono emersi numerosi profili di incertezza riguardanti l'applicazione delle disposizioni fiscali. Alcuni di questi spunti sono stati recepiti dall'Agenzia delle entrate presente con il Dr. Vincenzo Busa ed il Dr. Gianni Cavallero. In particolare sono emerse alcune ipotesi di soluzioni che però dovranno trovare conferma ufficiale da parte dell'erario. Il dibattito è stato moderato dall'Onorevole Manlio Contento, Sottosegretario al Ministero dell'Economia e delle Finanze.

Più tempo per adeguare gli statuti

L'attenzione si è concentrata immediatamente sulle modifiche degli statuti delle società ed associazioni sportive, che devono essere uniformati alle previsioni contenute nei commi 18 e 18 bis del predetto art. 90. Inoltre la denominazione o la ragione sociale, secondo quanto previsto dal precedente comma 17 deve contenere il riferimento alle finalità sportive del sodalizio ed al carattere dilettantistico dell'attività. Si tratta di due condizioni essenziali, dalle quali non si può prescindere, se le associazioni e le società vogliono mantenere il riconoscimento sportivo delle attività svolte, anche al fine di fruire delle agevolazioni fiscali previste per il settore.

Su tale punto si è pronunciata espressamente l'Agenzia delle Entrate con la circolare n. 21/E del 22 aprile 2003 precisando "che, in mancanza del formale recepimento nello statuto o nell'atto costitutivo, nonché in caso di inosservanza di fatto delle clausole stabilite dai regolamenti emanati ai sensi del comma 18 dell'art. 90, le associazioni e società sportive dilettantistiche non possono beneficiare del particolare regime agevolativo ad esse riservato".

Il recente intervento del legislatore, avvenuto con il decreto legge n. 72/2004, ha riformulato integralmente il contenuto del comma 18 eliminando il riferimento al regolamento. Ora le associazioni e le società non devono più attendere l'emanazione delle disposizioni regolamentari potendo adeguare gli statuti secondo quanto previsto dal contenuto del nuovo comma 18.

Si pone ancora una volta, quindi, il medesimo problema che le società sono state costrette ad affrontare sin dall'entrata in vigore dell'art. 90 della legge n. 289/2002 nel testo originario, e cioè prima ancora dell'intervento del decreto legge citato. In particolare non è chiaro entro quale termine le associazioni e le società debbano adeguare gli statuti alle clausole contenute nel comma 18 secondo il testo ora riformulato dal legislatore. Si tratta di una materia particolarmente delicata che richiede chiarezza, considerate le rilevanti conseguenze, cioè la perdita delle agevolazioni fiscali, che scaturirebbero ove il comportamento delle società fosse in qualche modo considerato irregolare.

Durante il dibattito in occasione del convegno del 18 giugno il problema è nuovamente venuto alla luce. E' emerso chiaramente come le disposizioni in vigore non prevedano uno specifico termine in proposito. E' stato anche evidenziato come la bozza di regolamento di attuazione, mai entrato in vigore, e che non sarà più emanato, prevedeva un termine di 90 giorni per adeguare gli statuti. L'Agenzia delle Entrate, che ha partecipato attivamente al dibattito, sembra orientata a riconoscere un termine ampio entro il quale uniformare gli statuti. Tale termine potrebbe essere ipotizzato in corrispondenza con la fine del periodo d'imposta. Ad esempio un'associazione con periodo d'imposta coincidente con l'anno solare, ove tale soluzione fosse confermata, potrebbe modificare lo statuto entro il 31 dicembre del 2004. L'adeguamento, effettuato entro tale data, risulterebbe dunque idoneo a validare le agevolazioni di cui l'associazione o la società sportiva avrebbe già fruito nel corso dell'anno. Il problema è dunque all'attenzione dell'Agenzia delle entrate che si è riservata di studiare un'idonea soluzione tenendo anche conto delle peculiarità del settore. Appare dunque evidente che le società sportive avranno più tempo a disposizione anche se è indispensabile attendere una pronuncia ufficiale dell'erario.

La denominazione o la ragione sociale

Lo stesso problema si è posto per la modifica della denominazione secondo le indicazioni fornite dal comma 17. Sin dall'entrata in vigore dell'art. 90 non è mai stato chiaro entro quanto tempo i sodalizi sportivi dovessero evidenziare il carattere sportivo delle attività e la finalità dilettantistica delle stesse. Diverse associazioni, preoccupate delle rilevanti conseguenze in caso di mancato adeguamento, hanno iniziato a spendere immediatamente " in tutti i segni distintivi o comunicazioni rivolte al pubblico" la denominazione modificata secondo quanto indicato dal citato comma 17. In particolare, nella consapevolezza di dover modificare nuovamente gli statuti secondo le indicazioni che avrebbero dovuto essere fornite dal regolamento di attuazione, diverse società hanno preferito adeguare la denominazione al disposto del comma 17 in base ad una delibera assunta dal Consiglio Direttivo. In questo modo, una volta intervenuta l'approvazione del regolamento, e quindi dopo aver chiarito quali modifiche dello statuto sarebbero state effettivamente necessarie, l'assemblea dei soci avrebbe recepito nello statuto anche la nuova denominazione.

La nuova formulazione del comma 18 ha eliminato definitivamente il riferimento al regolamento. Ci si chiede, quindi, se le associazioni che hanno uno statuto già conforme alle indicazioni contenute nel nuovo testo di legge, debbano anch'esse recepire la nuova denominazione assunta in precedenza con delibera del Consiglio Direttivo. La soluzione può essere rinvenuta nel nuovo comma 18-ter laddove si afferma che le società ed associazioni sportive "possono provvedere all'integrazione della denominazione sociale di cui al comma 17 attraverso verbale della determinazione assunta in tale senso dall'assemblea dei soci".

Le associazioni dovranno quindi intervenire direttamente sullo statuto per recepire la nuova denominazione già precedentemente utilizzata sulla base di una decisione assunta direttamente dal Consiglio Direttivo. La circostanza si evince chiaramente dal comma 18-ter. Non è previsto, però, anche in questo caso, un termine entro il quale l'assemblea dei soci deve deliberare la modifica della denominazione. Appare però ragionevole far valere le medesime considerazioni illustrate a proposito dell'adeguamento degli statuti con riferimento alle indicazioni contenute nel comma 18.. D'altra parte la modifica della denominazione sociale rappresenta anch'essa una modifica statutaria. Sarà dunque possibile attendere fino al termine dell'esercizio per recepire le indicazioni contenute nel comma 17. Le associazioni e società sportive, anche prima della delibera dell'assemblea dei soci, dovranno però utilizzare la nuova denominazione in tutti i segni distintivi o comunicazioni rivolte al pubblico. Entro il 31 dicembre l' assemblea dei soci dovrà deliberare sul punto formalizzando nel nuovo statuto il comportamento assunto nei mesi passati allorquando è stata spesa nei rapporti tenuti all'esterno dell'associazione la nuova denominazione. Sarà comunque opportuno verificare quella che sarà la pronuncia ufficiale nei prossimi giorni dell'Agenzia delle entrate. Ciò anche con riferimento alle società ed associazioni sportive con periodo d'imposta non coincidente con l'anno solare.

Le prestazioni amministrative - gestionali

Una delle novità contenute nell'art. 90 della legge n. 289/2002 riguarda la possibilità di applicare nei confronti dei collaboratori, che effettuano prestazioni amministrative gestionali in favore delle società sportive, il regime di tassazione più favorevole previsto per gli sportivi dilettanti. La previsione è ora contenuta nell'art. 67, lett. m), ultimo periodo del TUIR. Sin dal primo periodo di entrata in vigore della novità ci si è chiesti se l' agevolazione fosse applicabile anche nei confronti dei cosiddetti manutentori. Possono ad esempio essere ricondotti nell'ambito di queste figure:l'addetto alla manutenzione dei campi da tennis, il magazziniere dell'impianto sportivo, l'addetto alla pulizia, e così via. Il problema è emerso durante il dibattito successivo al convegno e l'Agenzia delle entrate ha manifestato, sia pure non ancora ufficialmente, un'interpretazione restrittiva. L'orientamento sarebbe quello di attribuire all'espressione "amministrativo-gestionale" una portata limitata. L'espressione " gestionale" deve essere dunque interpretata congiuntamente alla parola "amministrativo". Secondo l'Agenzia delle entrate il sistema di tassazione agevolata, previsto per gli sportivi dilettanti, può essere esteso solo a coloro che svolgono, in base a rapporti di collaborazione coordinata e continuativa, funzioni amministrative finalizzate alla gestione del sodalizio sportivo. Pertanto le prestazioni materiali come, ad esempio, quelle eseguite dell'addetto alla manutenzione degli impianti sportivi, ancorché finalizzate alla gestione delle attività sportive esercitate, proprio in quanto non hanno carattere amministrativo, sono soggette a tassazione secondo i normali criteri. I relativi compensi dovrebbero essere ricondotti nell'ambito dei redditi assimilati al lavoro dipendente previsti dall'art. 50, lett. c-bis) del TUIR.

Su questo sito internet sono disponibili i nuovi statuti-tipo sia per le associazioni sportive dilettantistiche che per le società sportive dilettantistiche a responsabilità limitata senza scopo di lucro, con le modifiche introdotte dalla legge n. 128/2004 e dal D.Lgs. n. 136/2004, avendo riguardo anche alle altre disposizioni che hanno innovato la materia (su tutte il D.Lgs. n. 6 del 17/1/2003, riforma del diritto societario).
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