Venerdì 17 giugno 2005

GLI INVESTIMENTI IN R&S IN EUROPA: IL 7° PQ

a cura di: Accounting Online
"In Europa si spende poco per la ricerca e lo sviluppo". Con questa affermazione ha esordito il Commissario responsabile della Scienza e della ricerca Janez Potocnik alla presentazione del 7° Programma Quadro (VII°PQ).
Ed in effetti i dati parlano molto chiaramente: gli investimenti in ricerca e sviluppo in Italia si attestano all'1% del PIL, a fronte dell'1,9% medio della UE, del 2,7% degli USA e del 3%.

Eppure è altrettanto noto che l'U.E. - per il tramite della sua Commissione - si è più volte espressa in termini molto precisi, affermando che l'unico modo che sia ritenuto idoneo a permettere all'economia europea di contrastare la concorrenza dei PVS - Cina in primis - sia l'eccellenza nei settori della ricerca.

Tanto è vero che nel dicembre del 2004 è stato indetto anche il bando di gara n. DG RTD - C6 - 2004 - 2 2004/S 186-158217 il cui obiettivo era identificare e diffondere le migliori pratiche in Europa, nell'ambito dell'insegnamento scientifico.
La ratio è che la Commissione ritiene che la domanda di ricercatori in Europa nei prossimi anni subirà una crescita sostenuta, per cui è necessario già oggi sviluppare le corrette pratiche per incentivare le nuove leve agli studi nei settori dell'innovazione tecnologica.

Ad oggi però i risultati che nel 2000 il Consiglio europeo di Lisbona si era imposto di raggiungere per il 2010 non sono obiettivamente ottenibili. Il Consiglio aveva infatti previsto che per quella data l'Europa potesse diventare l'economia della conoscenza più competitiva del mondo, ma ad oggi i dati non sono certo confortanti.

Si apre nel 2007 un nuovo programma quadro (o Work Programme) finalizzato al finanziamento dei progetti di ricerca e sviluppo cooperativo tra paesi UE: "il Settimo programma quadro sarà lo strumento per realizzare la strategia per la crescita e l'occupazione, facendo leva sullo Spazio europeo della ricerca. Verrà attribuita priorità ai principali temi scientifici e tecnologici con modalità e programmi di sostegno in grado di soddisfare tutte le varie esigenze della ricerca in Europa. Si compiranno inoltre considerevoli sforzi di semplificazione e di razionalizzazione", ha dichiarato il Commissario.

E' infatti giunta alla fase finale di elaborazione la proposta relativa al VII Programma Quadro 2007-2013 di ricerca, il quale, pur su una linea di sostanziale continuità, presenta alcune importanti novità rispetto al 6° PQ.
Le principali novità del VII PQ proposte dalla Commissione Europea[1] sono:

  • raddoppiamento dei finanziamenti annuali, che passerebbero così dagli attuali 5 miliardi di euro l'anno a 10 miliardi di euro
  • durata settennale anziché quadriennale per garantire una maggiore continuità dei progetti e
  • individuazione di quattro aree principali di ricerca sulle quali focalizzare i fondi

In particolare, Potocnik ha detto di ritenere che i motivi principali per chiedere il raddoppio dei fondi per la ricerca sono:

  • l'UE deve esser credibile nel rilancio dell'Agenda di Lisbona che prevede di arrivare al 3% de PIL per la R&S;
  • sono necessarie rilevanti spese pubbliche per la R&S (in particolare per l'effetto leva sugli investimenti privati);
  • si è ora costretti a rifiutare un numero inaccettabile di proposte che sono buone, solo per mancanza di fondi;
  • sono necessari finanziamenti maggiori al livello UE avendo un forte valore aggiunto;
  • i costi per la ricerca aumentano.

Le 4 fasi di intervento sono:

  1. cooperazione, settore che dovrebbe maggiormente orientarsi verso l'industria e in cui le piattaforme tecnologiche avranno un ruolo preminente);
  2. idee con il sostegno alla ricerca di frontiera in tutti i campi scientifico-tecnologici;
  3. persone, focalizzata in particolare sulla mobilità e lo sviluppo di carriera;
  4. capacità con supporto, in particolare, alle infrastrutture di ricerca.

Parole chiave del nuovo programma quadro, ha affermato Potocnik, saranno "la maggior flessibilità, la razionalizzazione e la semplificazione delle procedure".

Il sostegno alle infrastrutture di ricerca proseguirà nel Settimo programma quadro (7PQ). Il sostegno alle infrastrutture per la ricerca che abbiano una dimensione e una rilevanza europea è infatti fra le priorità contenute nella comunicazione della Commissione europea sulle prospettive finanziarie per il periodo 2007-2013. In linea con tale programma, '"lo sviluppo di infrastrutture di ricerca aventi interesse europeo" compare fra i sei principali obiettivi della recente comunicazione della Commissione sulla futura politica europea di ricerca.

Secondo Janez Potocnik, diverse nuove caratteristiche garantiranno il successo del 7PQ.

La prima è la durata, che sarà di 7 anni, conformemente alle prossime prospettive finanziarie, con la possibilità di una revisione intermedia. In questo modo si dovrebbero assicurare stabilità e flessibilità, ha spiegato il Commissario.

Inoltre, i progetti collaborativi, ribattezzati progetti di cooperazione nell'ambito del 7PQ, saranno maggiormente incentrati sulle esigenze dell'industria e contribuiranno ancor più a sostenere la crescita. Il Consiglio europeo della ricerca (CER), visto come una sorta di "squadra di campioni della conoscenza", basata su autonomia ed eccellenza, sosterrà la ricerca in tutti i campi scientifici, da quelli legati all'industria alle scienze umane e sociali, e consentirà all'Unione europea di competere con Stati Uniti, Giappone ed altri concorrenti, ha aggiunto Janez Potocnik

Tenuto conto delle difficoltà spesso incontrate dall'Europa quando si tratta di creare partenariati di ricerca tra settore pubblico e privato, il 7PQ riserverà uno spazio particolare alle piattaforme tecnologiche per garantire uno sforzo concertato da parte di tutti gli interessati per quanto riguarda alcune tecnologie fondamentali con potenziale utilizzo industriale. "Le piattaforme tecnologiche svolgeranno un ruolo estremamente utile nella definizione di programmi di lavoro che siano attinenti alle esigenze dell'industria", ha osservato il Commissario.
Janez Potocnik ha concluso affermando che uno degli elementi centrali del 7PQ consisterà in procedure più semplici, più chiare e meno onerose, con l'obiettivo di accrescere la partecipazione degli organismi di ricerca di ridotte dimensioni. "Il mio auspicio è che il programma quadro offra una specie di 'cassetta degli attrezzi' in cui la comunità scientifica e l'industria possano trovare lo strumento più adeguato per consolidare e sfruttare nel miglior modo le capacità, le attività e i risultati della ricerca", ha aggiunto François Biltgen, ministro lussemburghese della Ricerca.

In attesa che si apra il sopra indicato programma, in Europa si conclude il 6° PQ e le premesse sono sempre le stesse: incentivare gli investimenti in R&S e la cooperazione ed integrazione europea.

Matteo Panelli

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