Venerdì 31 ottobre 2003

Riforma Biagi - Prime Note

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
a cura di Studio Marzotto
Con la pubblicazione del D.Lgs. 10 settembre 2003 n. 276 si è data attuazione alla riforma del mercato del lavoro così come previsto dalla legge delega del 14 febbraio 2003 n. 30 (cosiddetta Legge Biagi). Il decreto in esame, essendo stato pubblicato sulla Gazzetta Ufficiale n. 235 del 09 ottobre 2003, entra in vigore il 24 ottobre (15 giorni dalla data di pubblicazione). Indubbiamente molte e sostanziali sono le novità contenute nel provvedimento, alcune delle quali acquistano efficacia immediatamente, per le altre occorrerà attendere un decreto ministeriale o la contrattazione collettiva. Nella tabella che segue si è cercato di riepilogare in maniera sintetica il concetto dianzi esposto, illustrando tipologia e decorrenza: A - Somministrazione Lavoro - decorrenza dal 24 Ottobre 2003 - Sostituisce il lavoro interinale B - Collaborazione Coordinata Lavoro a Progetto - decorrenza dal 24 Ottobre 2003 - E' introdotta la definizione di progetto. I "vecchi" contratti sono validi entro la scadenza o al massimo entro il 24 ottobre 2004. C - Lavoro Intermittente - decorrenza dal 24 Ottobre 2003 per le figure Già individuate dalla contrattazione collettiva. Dall'emanando DM negli altri casi D - Lavoro Ripartito - decorrenza dal 24 Ottobre 2003 E - Apprendistato - decorrenza dopo l'emanazione del relativo regolamento - Nelle more continua ad applicarsi la precedente normativa F - Associazione in Partecipazione - decorrenza dal 24 Ottobre 2003 G - Part Time - decorrenza dal 24 Ottobre 2003 H - Contratto di Inserimento - decorrenza dopo la definizione dei progetti individuali da parte dei contratti collettivi - In attesa della riforma del sistema degli incentivi, si applicano le agevolazioni previste per i CFL I - Lavoro Occasionale - decorrenza dal 24 Ottobre 2003 L - Lavoro Occasionale Accessorio - decorrenza in attesa del decreto chi individua gli enti e le società concessionarie alla riscossione dei buoni nonché alla vendita degli stessi. In questa trattazione ci limiteremo a segnalare in via generale alcune caratteristiche dei vari rapporti lasciando l'analisi approfondita argomento per argomento a nuove pubblicazioni. A - Somministrazione Lavoro: [ex lavoro interinale] Il contratto di somministrazione può essere concluso a termine od a tempo indeterminato. In quest'ultimo caso la legge stessa fissa alcune tipologie ammesse (quali ad esempio la consulenza ed assistenza nel settore informatico, servizi di pulizia custodia e portineria, servizi da e per lo stabilimento di trasporto di persone e movimentazione di merci) lasciando alla contrattazione collettiva la definizione di ulteriori ipotesi. Il contratto di somministrazione è vietato per la sostituzione di lavoratori che esercitano il diritto di sciopero, nelle unità produttive nelle quali si sia proceduto, entro i sei mesi precedenti, a licenziamenti collettivi che abbiano riguardato lavoratori adibiti a medesime mansioni cui si riferisce il contratto di somministrazione, ovvero per la sostituzione di lavoratori che usufruiscono del trattamento di integrazione salariale. E' inoltre vietato per quelle imprese che non abbiano effettuato la valutazione dei rischi ai sensi dell'articolo 4 del D.Lgs. 19 settembre 1994, n. 626. B - Lavoro a progetto, ex collaborazione coordinata e continuativa: Sono definite, ai sensi dell'articolo 61 del D.Lgs. 276/2003 collaborazioni a progetto quei rapporti di cui all'articolo 409 comma 3 del codice di procedura civile che: siano a carattere prevalentemente personale senza vincolo di subordinazione riconducibili all'esecuzione di uno o più progetti specifici, ovvero programmi di lavoro o fasi dello stesso, determinati dal committente e gestiti in modo autonomo dal collaboratore in funzione del risultato, rispettando il coordinamento con l'organizzazione del committente ed indipendentemente dal tempo impiegato per realizzarlo. Sono invece escluse, e pertanto non sono considerate lavoro a progetto, le attività svolte: dai componenti degli organi di amministrazione e controllo delle società dai partecipanti a collegi e commissioni da coloro che siano titolari di una pensione di vecchiaia da chi svolge una professione intellettuale per svolgere la quale è richiesta l'iscrizione in un Albo professionale esistente alla data di entrata in vigore della presente legge. Parimenti sono da escludere dall'attuale disciplina del lavoro a progetto le prestazioni occasionali. Anche questa tipologia contrattuale è stata completamente rivista, per cui sono considerate prestazioni occasionali solo quei rapporti di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell'anno solare con lo stesso committente e a condizione che il compenso complessivamente percepito nell'anno non ecceda euro 5.000. C - Lavoro intermittente: l'articolo 33 del D.Lgs 276/2003 definisce lavoro intermittente come quel contratto mediante il quale un lavoratore si pone a disposizione di un datore di lavoro che ne può utilizzare la prestazione lavorativa per lo svolgimento di prestazioni di carattere discontinuo o intermittente, secondo le esigenze invidiate dalla contrattazione collettiva o, in via provvisoria con decreto da emanarsi dal Ministro del Lavoro e delle politiche sociali. Altre caratteristiche sono la possibilità di essere stipulato a tempo determinato, deve adottare la forma scritta e deve essere stabilità la misura della indennità mensile di disponibilità, divisibile in quote orarie, corrisposta al lavoratore per i periodi nei quali il lavoratore stesso garantisce la disponibilità al datore di lavoro in attesa di utilizzazione. Detta indennità è stabilita dai contratti collettivi ed è esclusa dal calcolo del minimale nonché dal computo di ogni istituto di legge o contratto collettivo. D - Lavoro ripartito: Il contratto di lavoro ripartito ( già presente nella nostra legislazione con la denominazione di job sharing), è uno speciale contratto di lavoro mediante il quale due lavoratori assumono in solido l'adempimento di un'unica e identica obbligazione lavorativa. Resta, anche in questo caso, sempre obbligatoria la forma scritta del contratto. I lavoratori sono obbligati in solido per l'adempimento dell'intera obbligazione e, in caso di impossibilità di uno o entrambi i lavoratori coobbligati, possono essere sostituiti solo previo consenso del datore di lavoro. Salvo diversa intesa fra le parti, le dimissioni o il licenziamento di uno dei lavoratori coobbligati comportano l'estinzione dell'intero vincolo contrattuale, a meno che, su richiesta del datore di lavoro, l'altro prestatore si renda disponibile ad adempiere l'intera obbligazione lavorativa. Ai fini previdenziali ed assicurativi il lavoro ripartito è equiparato dal part-time. E - Apprendistato: In attesa della regolamentazione del contratto di apprendistato, continuerà ad applicarsi la vigente normativa in materia. Il nuovo contratto di apprendistato sarà comunque definito seguendo le seguenti tipologie: a) contratto di apprendistato per l'espletamento del diritto-dovere di istruzione e formazione b) contratto di apprendistato professionalizzante per il conseguimento di una qualificazione attraverso una formazione sul lavoro e un apprendimento tecnico-professionale c) contratto di apprendistato per l'acquisizione di un diploma o per percorsi di alta formazione. F - Contratto di associazione in partecipazione: Gli associati in partecipazione devono essere iscritti sul libro paga e matricola. Dal 1° gennaio 2004 l'associato con apporto di lavoro deve operare l'iscrizione in un'apposita gestione previdenziale INPS entro il 31 marzo 2004 o dalla data di inizio dell'attività lavorativa. Il contributo è pari al contributo pensionistico corrisposto alla gestione separata di cui all'articolo 2, comma 26, legge n. 335/1995, dai soggetti non iscritti ad altre forme di previdenza. Il 55% è posto a carico dell'associante ed il 45% a carico dell'associato. È applicato sul reddito di lavoro autonomo e si versa a titolo di acconto sul risultato della partecipazione, salvo conguaglio in sede di determinazione annuale dei redditi G - Part-Time: La legge Biagi ridisegna riscrivendo in parte il D.Lgs. H - Contratti di inserimento Si tratta di contratti di lavoro che tendono a realizzare, mediante progetti individuali di adattamento delle competenze professionali del lavoratore a un determinato contesto lavorativo, l'inserimento ovvero il reinserimento nel mercato del lavoro di alcune categorie di persone. Sostituiscono i contratti di formazione e lavoro ed interessano fra l'altro: soggetti di età compresa fra i diciotto ed i ventinove anni, disoccupati i lunga durata da ventinove fino a trentadue anni, lavoratori con più di cinquanta anni e che siano privi di un posto di lavoro. In attesa della riforma del sistema degli incentivi alla occupazione, gli incentivi economici previsti dalla disciplina vigente in materia di contratto di formazione e lavoro si applicano non alla generalità di lavoratori solo ad alcune particolari categorie di lavoratori particolarmente svantaggiate quali disoccupati di lunga durata da ventinove fino a trentadue anni, lavoratori con più di cinquanta anni di età che siano privi di un posto di lavoro, lavoratori che desiderino riprendere una attività lavorativa e che non abbiano lavorato per almeno due anni, donne di qualsiasi età residenti in una area geografica in cui il tasso di occupazione femminile determinato con apposito decreto del Ministro dei lavoro e delle politiche sociali di concerto con il Ministro dell'economia e delle finanze entro sessanta giorni dalla data di entrata in vigore del presente decreto, sia inferiore almeno del 20 per cento di quello maschile o in cui il tasso di disoccupazione femminile superi del 10 per cento quello maschile, persone riconosciute affette, ai sensi della normativa vigente, da un grave handicap fisico, mentale o psichico. I - Lavoro occasionale: sono considerate prestazioni occasionali quei rapporti di durata complessiva non superiore a 30 giorni nel corso dell'anno solare con lo stesso committente e a condizione che il compenso complessivamente percepito nell'anno non ecceda euro 5.000. L - Lavoro occasionale accessorio: La legge Biagi ha regolamentato questo tipo di prestazione lavorativa, intendendo quelle attività lavorative di natura meramente occasionale rese da soggetti a rischio di esclusione sociale o comunque non ancora entrati nel mercato del lavoro, ovvero in procinto di uscirne. Tali attività lavorative di cui al comma 1, anche se svolte a favore di più beneficiari, configurano rapporti di natura meramente occasionale e accessoria, intendendosi per tali le attività che coinvolgono il lavoratore per una durata complessiva non superiore a trenta giorni nel corso dell'anno solare e che, in ogni caso, non danno complessivamente luogo a compensi superiori a 3 mila euro sempre nel corso di un anno solare. Tali prestazioni saranno retribuite attraverso il pagamento a mezzo di buoni per prestazioni di lavoro accessorio da acquistare secondo modalità che saranno emanate. Note finali: per effetto delle abrogazioni intervenute con il D.L.vo n. 276/2003, a partire dal 24 ottobre 2003., data di entrata in vigore del provvedimento vengono meno: a) l'autorizzazione preventiva della Direzione provinciale del Lavoro per la costituzione di rapporti di apprendistato per effetto dell'art. 85, comma 1, lettera b) che ha abrogato l'art. 2, comma 2, della legge n. 25/1955; b) l'invio alla Direzione provinciale del Lavoro dei contratti a tempo parziale entro i trenta giorni successivi alla stipula, per effetto dell'art. 85, comma 2, che ha soppresso lo specifico riferimento contenuto nell'art. 2, comma 1, del D.L.vo n. 61/2000; c) l'esclusione dalla solidarietà ex art. 5, lettera g), della legge n. 1369/1960 autorizzata con provvedimento della Direzione provinciale del Lavoro, per effetto dell'abrogazione della legge n. 1369/1960, intervenuta con l'art. 85, comma 1, lettera c); d) l'invio del contratto di lavoro interinale, sottoscritto da società di lavoro temporaneo ed impresa utilizzatrice ex art. 1, comma 7, della legge n. 196/1997, per effetto dell'abrogazione degli articoli da 1 ad 11 della legge n. 196/1997, operata dall'art. 85, comma 1, lettera f). Clicca QUI per accedere allo speciale pubblicato nella sezione LAVORO. Vi ricordiamo che per chiarire tutti gli aspetti della riforma Biagi è disponibile sul nostro sito internet, anche un nuovo servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).
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