Giovedì 18 luglio 2013

Fisco, la valenza delle circolari ministeriali nel contenzioso tributario

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ha delineato i limiti delle circolari ministeriali in materia tributaria.
Le circolari ministeriali in materia tributaria non costituiscono fonte di diritti e obblighi. Lo ha ribadito la Corte di Cassazione con la sentenza n. 16692 del 3 luglio 2013. Gli Ermellini hanno così sottolineato un concetto molto importante all'interno del nostro ordinamento: le indicazioni fornite dall'Amministrazione non esonerano dall'adempimento dell'obbligazione tributaria, secondo le modalità stabilite dalla legge che la disciplina.
Parole chiare, che però spesso vengono messe in secondo piano nella pratica giornaliera. Molti professionisti tendono in maniera naturale a uniformarsi alle linee guida dettate dal Fisco con lo scopo di proteggere i propri clienti - senza poi avere alcuna difesa reale in giudizio - dalla lente d'ingrandimento impositiva.
Nel caso in cui venga commesso un errore, però, a nulla varrà in giudizio la citazione di un documento di prassi emanato dall'Amministrazione Finanziaria, visto che la best practise non incide in alcun modo sugli atti emessi in sede di accertamento.

Salve invece le sanzioni, escluse su base normativa nell'ottica di collaborazione attiva tra Fisco e contribuente. La norma di riferimento in materia è il comma 2 dell'art. 10 della Legge 212/2000 (meglio nota come Statuto del contribuente): 'Non sono irrogate sanzioni né richiesti interessi moratori al contribuente, qualora egli si sia conformato a indicazioni contenute in atti dell'amministrazione finanziaria, ancorché successivamente modificate dall'amministrazione medesima, o qualora il suo comportamento risulti posto in essere a seguito di fatti direttamente conseguenti a ritardi, omissioni od errori dell'amministrazione stessa'.

La sentenza fa riflettere soprattutto sull'utilizzo, nell'ambito della pratica professionale, di documenti emanati dal Fisco ma privi di valenza legislativa. Il semplice rispetto delle regole contenute all'interno delle circolari ministeriali non mette il contribuente al riparo da futuri contenziosi. Ecco perchè una semplice azione acritica di assorbimento dei principi disegnati in tale contesto risulta poco proficua in sede accertativa. Le circolari possono essere uno strumento utilissimo per gli addetti ai lavori, soprattutto in ottica interpretativa, ma un utilizzo esclusivo e poco ragionato di tali attrezzi del mestiere rischia di penalizzare il contribuente in caso di futuri contenziosi.
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