Venerdì 18 febbraio 2005

ELENCHI INTRASTAT TARDIVI, VIOLAZIONE NON MERAMENTE FORMALE

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
a cura di FiscoOggi autore: Sergio Cristallo L'irregolarità comporta l'applicazione di sanzioni. Possibile sanare spontaneamente tramite il ravvedimento
La tardiva presentazione degli elenchi Intrastat non può essere considerata una violazione "meramente formale". E' questo l'aspetto più rilevante della risoluzione n. 20/E del 16 febbraio, con cui l'Agenzia delle Entrate ha pubblicato un interessante parere reso da una direzione regionale.

Prima di analizzare in dettaglio la pronuncia dell'Amministrazione finanziaria, è utile ricordare che i modelli Intrastat sono gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie, alla cui presentazione sono tenuti i soggetti d'imposta che realizzano tali operazioni con soggetti Iva di altri Stati membri.
La periodicità di invio degli elenchi Intrastat e i relativi termini di presentazione sono variabili; dipendono dal volume delle cessioni e degli acquisti intracomunitari effettuati nel corso dell'anno precedente, in base ai valori esposti nella seguente tabella.

Ammontare
Periodicità
di presentazione
Termine di
presentazione
Acquisti
Cessioni
da 0 a 150.000 euro
da 0 a 40.000 euro
annuale
31 gennaio
anno successivo
non previsto
da 40.000 a
 200.000 euro
trimestrale
fine mese successivo
a ciascun trimestre
oltre 150.000 euro
oltre 200.000 euro
mensile
20 del mese successivo

E' necessario precisare che la cadenza degli elenchi delle cessioni e degli acquisti intracomunitari è autonoma; pertanto, uno stesso soggetto può essere tenuto a presentare, ad esempio, l'elenco delle cessioni ogni mese e quello degli acquisti annualmente.
I soggetti obbligati alla presentazione annuale degli elenchi Intrastat possono scegliere la periodicità mensile o trimestrale. Analogamente, ai soggetti che hanno il trimestre come periodo di riferimento è consentito optare per l'invio mensile delle comunicazioni. In entrambi i casi, l'opzione è vincolante per l'intero anno solare di riferimento in cui l'opzione stessa è esercitata.

Come detto, la risoluzione in commento esamina la natura della violazione connessa alla tardiva presentazione dei citati elenchi Intrastat.
Il dubbio interpretativo è sorto a seguito dell'abrogazione del quarto comma dell'articolo 13 del Dlgs n. 472 del 1997(1), disposta dal decreto legislativo n. 32 del 2001, in attuazione della legge 27 luglio 2000, n. 212 (lo Statuto dei diritti del contribuente). Lo Statuto dispone, infatti, che le sanzioni non sono comunque irrogate ai contribuenti quando la violazione "si traduce in una mera violazione formale senza alcun debito di imposta" (articolo 10, comma 3).
Una violazione si definisce "meramente formale" quando non arreca pregiudizio all'esercizio delle azioni di controllo dell'Amministrazione finanziaria e non incide sulla determinazione della base imponibile, dell'imposta e sul versamento del tributo (si veda il comma 5-bis dell'articolo 6 del Dlgs n. 472 del 1997, comma aggiunto dall'articolo 7 del Dlgs n. 32 del 2001).

L'Agenzia delle Entrate, con la circolare n. 77 del 2001, ha fornito delle importanti precisazioni in merito a tale categoria di violazioni. In primo luogo, è stato chiarito che il giudizio sulla natura meramente formale di una violazione deve essere effettuato a posteriori dall'ufficio, con riferimento al caso concreto. E' stato, poi, specificato che l'esimente in argomento "non torna applicabile per quelle violazioni, pur sempre formali, aventi ad oggetto la presentazione, entro termini predeterminati normativamente, di atti che, per definizione, sono soggetti a controllo". Tra tali atti sono senz'altro da ricondurre gli elenchi riepilogativi delle operazioni intracomunitarie (si veda l'articolo 34, comma 1, del decreto legge n. 41 del 1995, convertito con modificazioni dalla legge n. 85 del 1995).

Tutto ciò premesso, l'Agenzia delle Entrate ritiene conseguentemente non inquadrabili tra le "violazioni meramente formali" le tardive presentazioni degli elenchi Intrastat. Tali violazioni comportano, quindi, l'applicazione delle corrispondenti sanzioni e possono essere regolarizzate spontaneamente, effettuando il ravvedimento.
Al riguardo, con riferimento all'articolo 13 del Dlgs n. 472 del 1997 (che disciplina il ravvedimento operoso), l'Amministrazione finanziaria, con la risoluzione in commento, precisa che si applicano le disposizioni di cui alla lettera b) del comma 1(2). Non è, invece, possibile richiamare come ravvedimento "alternativo" il disposto dell'articolo 13, comma 1, lettera c)(3), del medesimo decreto, concernente esclusivamente "dichiarazioni", cioè atti, comunque denominati, in base ai quali si liquida l'imposta (si veda la circolare 10 luglio 1998, n. 180/E, dell'allora dipartimento delle Entrate del ministero delle Finanze).

NOTE:
(1) Il comma abrogato prevedeva che "nei casi di omissione o di errore, che non ostacolano un'attività di accertamento in corso e che non incidono sulla determinazione o sul pagamento del tributo, il ravvedimento esclude l'applicazione della sanzione, se la regolarizzazione avviene entro tre mesi dall'omissione o dall'errore".

(2) L'articolo 13, comma 1, lettera b), del Dlgs n. 472 del 1997 prevede che la sanzione è ridotta "ad un quinto del minimo, se la regolarizzazione degli errori e delle omissioni, anche se incidenti sulla determinazione o sul pagamento del tributo, avviene entro il termine per la presentazione della dichiarazione relativa all'anno nel corso del quale è stata commessa la violazione ovvero, quando non è prevista dichiarazione periodica, entro un anno dall'omissione o dall'errore".

(3) Ai sensi dell'articolo 13, comma 1, lettera c), del citato Dlgs n. 472 del 1997, la sanzione è ridotta a un ottavo del minimo di quella prevista per l'omissione della presentazione della dichiarazione, se questa viene presentata con ritardo non superiore a novanta giorni.

Vi ricordiamo che è disponibile sul nostro sito internet, anche un servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).
AUTORE:

AteneoWeb

AteneoWeb S.r.l.
Altri utenti hanno acquistato

Altri utenti hanno acquistato

Altri approfondimenti

tutti gli approfondimenti

Gli approfondimenti più letti

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS