Giovedì 11 luglio 2013

Dichiarazione congiunta, alcuni chiarimenti in tema di responsabilità

a cura di: AteneoWeb S.r.l.
Una recente sentenza della Corte di Cassazione ribadisce la responsabilità solidale per i contribuenti coinvolti.
La presentazione della dichiarazione congiunta implica la responsabilità solidale dei coniugi ed è legittima la notifica della cartella di pagamento e di accertamenti al solo marito. Lo ha stabilito la Corte di Cassazione con la sentenza 13759 del 31 maggio scorso. I contribuenti che optano per la citata modalità d'invio devono dunque tenere in particolare considerazione gli effetti di eventuali controlli da parte dell'Amministrazione.

Come sottolineato dall'Agenzia delle Entrate, i coniugi possono presentare una sola dichiarazione dei redditi, quando entrambi possiedono esclusivamente redditi dichiarabili col modello 730 e almeno uno dei due lo può utilizzare effettivamente. Tale modalità dichiarativa è spesso utilizzata dai contribuenti per abbattere i costi fissi di gestione: la redazione di un unico modello 730, seppur riferibile a due soggetti d'imposta, è solitamente meno onerosa in termini di costo della pratica. Per questo motivo, molti nuclei familiari scelgono tale possibilità concessa dal legislatore.

Attenzione, però, ai possibili effettivi solidali in caso di accertamento. La Corte di Cassazione, confermando i giudizi deliberati in sede provinciale e regionale, ha ribadito con forza quanto sancito ai comma 3,4,5 dell'art. 17, L. n. 114 del 1977. Nello specifico, la norma stabilisce che:

  • Nell'ipotesi prevista nel primo comma (presentazione della dichiarazione congiunta, ndr), la notifica della cartella dei pagamenti dell'Irpef iscritta nei ruoli è eseguita nei confronti del marito.
  • Gli accertamenti in rettifica sono effettuati a nome di entrambi i coniugi e notificati a norma del comma precedente.
  • I coniugi sono responsabili in solido per il pagamento dell'imposta, soprattasse, pene pecuniarie e interessi iscritti a ruolo a nome del marito.

A nulla sono valse le richieste della ricorrente, che lamentava la mancata notifica personale e criticava l'assenza di motivazione circa tale comportamento da parte dell'Amministrazione. La problematica era sorta in seguito alla separazione tra i due coniugi, intervenuta alcuni anni dopo la commissione della violazione tributaria. La Cassazione ha bocciato le richieste della contribuente e avallato il meccanismo procedurale applicato dal Fisco.

Il caso fa dunque riflettere sull'eventuale presentazione del modello congiunto, meno oneroso in termini di gestione ma in ogni caso vincolante per entrambi i soggetti dichiaranti in termini di responsabilità. Una corretta analisi preventiva effettuata dagli intermediari abilitati e dai contribuenti stessi è dunque opportuna al fine di evitare possibili contenziosi futuri in caso di accertamento da parte dell'Agenzia delle Entrate.

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