Mercoledì 11 giugno 2008

CONTRIBUENTI ED EVASORI: CHI, DOVE E QUANDO

a cura di: www.lavoce.info
Solo la quota dichiarata dell'economia italiana sopporta effettivamente le imposte.

L'andamento della differenza tra la pressione fiscale apparente e la pressione fiscale effettiva risente, in parte, del ciclo politico. La quota di economia sommersa è più bassa a Nord Ovest e maggiore a Sud. L'evasione nell'industria è relativamente più concentrata nelle regioni meridionali, mentre nelle altre zone si trova di più nel settore dei servizi. Chi può evita i doveri fiscali, ma con scelte differenti. Nel Mezzogiorno il sommerso, da lavoro nero, è legato al basso reddito. Altrove no.

L'Istat misura la pressione fiscale come rapporto tra le imposte pagate e il Pil, calcolato al lordo dell'economia sommersa. Questo significa che solo una quota dell'economia, quella dichiarata, sopporta effettivamente le imposte. Si può allora distinguere tra la pressione fiscale apparente e quella effettiva, sostenuta da chi paga.

PRESSIONE FISCALE EFFETTIVA E APPARENTE

Le misure dell'economia sommersa, di fonte Istat o dell'Agenzia delle Entrate, stimano un valore attorno al 20 per cento del Pil. Se la stima fosse attendibile, la pressione fiscale effettiva che grava sull'economia ufficiale (circa il 50 per cento del Pil) sarebbe maggiore di circa 10 punti percentuali rispetto alla pressione fiscale apparente: "solo" intorno al 40 per cento del Pil.
La dimensione dell'economia sommersa è preoccupante, ma non fa piena luce su un fenomeno complesso. Differenti politiche di emersione devono essere pensate se l'evasione è un comportamento legato alla marginalità delle imprese e al basso reddito oppure se è ascrivibile agli alti redditi. Occorre dunque approfondire la questione, rispondendo in primis a tre domande: quando, quali sono i periodi in cui l'evasione è maggiore? Dove, qual è la distribuzione territoriale e settoriale del sommerso? Chi sono gli evasori?

QUANDO: SOMMERSO E CICLO POLITICO

L'andamento nel tempo della differenza tra la pressione fiscale apparente e la pressione fiscale effettiva risente, in parte, del ciclo politico (figura 1).

A partire dalla fine della prima Repubblica, si osserva come durante i governi Amato e Ciampi e i governi di centrosinistra la differenza si riduce, e con essa la quota dell'evasione, sia in fasi di aumento o diminuzione della pressione fiscale. Con i governi di centrodestra la differenza aumenta, cioè cresce l'evasione e quindi il peso delle imposte per chi effettivamente le paga. La stessa circostanza si verifica durante gli anni del governo Amato2, di centrosinistra. Nonostante la riduzione della pressione fiscale apparente, quella effettiva si riduce di poco, poiché una platea più piccola di cittadini deve sopportare l'effettivo onere contributivo.


Fonte: Marigliani e Pisani (2007)

DOVE: LA DISTRIBUZIONE TERRITORIALE DEL SOMMERSO

Per calcolare la pressione fiscale a livello regionale abbiamo utilizzato le stima dell'economia sommersa calcolata dall'Agenzia delle Entrate a partire dalle dichiarazioni Irap (figura 2). (1)

Figura 2: Quota di economia sommersa. Pressione fiscale effettiva e apparente. Per macroaree.


Nota la pressione fiscale viene calcolata solo relativamente alle imposte regionalizzate.

Fonte: nostre elaborazioni su dati Agenzia delle Entrate

La quota di economia sommersa è più bassa nel Nord Ovest, seguito dal Nord Est, dal Centro e, buon ultimo, il Mezzogiorno, mentre la scala della pressione fiscale decresce dal Nord Ovest, al Centro, al Nord Est, al Sud. Tuttavia, analizzando la differenza tra la pressione fiscale effettiva e la pressione fiscale apparente per le venti regioni italiane non si trovano regolarità evidenti (figura 3). Da notare che se le entrate tributarie fossero effettivamente regionalizzate e se il sommerso recuperato fosse attribuito a livello regionale, la pressione fiscale effettiva sopportata da chi paga le tasse potrebbe abbassarsi in maniera significativa non solo in molte regioni del Sud, ma anche in regioni del Nord e del Centro.

Figura 3: Differenza semplice tra pressione fiscale effettiva e pressione fiscale apparente


Fonte: nostre elaborazioni su dati Agenzia delle Entrate

DOVE: CONCENTRAZIONE SETTORIALE DELL'EVASIONE

La maggior quota di economia sommersa nel Sud viene spesso spiegata dal livello basso del reddito procapite regionale, l'evasione per "sopravvivere". Oppure dalla differente composizione settoriale, l'evasione "strutturale": la quota di sommerso è più elevata in economie caratterizzate dalla presenza di settori per i quali è più difficile l'accertamento.

Per verificare se esiste un effetto composizione, occorre guardare ai differenti tassi di irregolari nelle varie attività produttive (figura 4) che vanno crescendo dall'industria in senso stretto alle costruzioni, ai servizi fino all'agricoltura.

Figura 4: Tasso percentuale di lavoratori irregolari per attività produttiva e macro-area


Fonte: Nostre elaborazioni su Cappariello R., Zizza R., (2004), Economia sommersa e contesto istituzionale ed economico: un'analisi regionale, XIX National Conference of Labour Economics, Aiel.

Le regioni meridionali hanno una composizione settoriale più sbilanciata verso l'agricoltura, le costruzioni e i servizi. Ci si potrebbe attendere quindi che la diversa composizione settoriale possa contribuire a spiegare la maggior evasione. Tuttavia, sappiamo anche che le differenze regionali tra pressione fiscale effettiva e apparente non mostrano alcuna regolarità e, in termini assoluti, l'economia sommersa si concentra nelle regioni con minor reddito e nei settori non industriali: analizziamo dunque la concentrazione settoriale relativa. Per concentrazione settoriale relativa del sommerso in una regione intendiamo il rapporto tra la quota di lavoro irregolare in un settore in una regione e la quota di irregolari in quella regione. Se la concentrazione settoriale relativa del sommerso in ciascuna regione fosse simile alla concentrazione settoriale relativa della media italiana, il basso reddito procapite regionale e l'effetto composizione sarebbero sufficienti per spiegare l'evasione meridionale.

Figura 5: Concentrazione settoriale relativa dell'economia sommersa per Regioni.


Fonte: Nostre elaborazioni su dati Cappariello Zizza (2004)

Note: Concentrazione settoriale relativa della media italiana posta pari a 1

La figura 5 mostra invece che l'evasione nell'industria è relativamente più concentrata nelle regioni meridionali, mentre nelle altre regioni si trova di più nel settore dei servizi. Il risultato sembra corroborare l'ipotesi di "sommerso per sopravvivenza" nel Sud. Mentre il fatto che gli irregolari indipendenti siano per lo più impiegati nei servizi e che le regioni del Centro Nord siano quelle con il reddito maggiore, può far ipotizzare che proprio in queste aree sia relativamente più concentrata l'evasione che caratterizza i decili più alti del reddito da lavoro autonomo.

CHI: L'EVASIONE PER TIPOLOGIA DI REDDITO

La presenza di lavoro nero porta a una riduzione delle dichiarazione dei redditi personali. Nel 2004 D'Amuri e Fiorio hanno calcolato la quota di reddito personale evasa (figura 6). (2)

Una affermazione apparentemente tautologica, come gli individui più poveri sono anche quelli che dichiarano meno, va corretta poiché questo è vero solo per i lavoratori dipendenti per i quali la quota evasa dal primo decile di reddito è di circa il 55 per cento. Tuttavia, all'aumentare di reddito la quota diminuisce fino quasi a scomparire, mentre per i lavoratori autonomi la quota di reddito evasa è elevata anche nei decili superiori. Il nono decile continua a presentare una quota evasa di circa il 9 per cento (figura 6).

Figura 6: Quota evasa per decili di reddito



L'analisi mostra che l'evasione per tipologia di lavoratori è un fenomeno complesso. Per quanto riguarda i lavoratori dipendenti, potrebbe essere appropriato l'argomento secondo cui l'evasione e il sommerso sono fenomeni ascrivibili a necessità di sopravvivenza delle imprese e, di conseguenza, dei lavoratori. Tuttavia, tali motivazioni spiegano solo in parte il fenomeno: specialmente per quanto riguarda il lavoro autonomo, l'evasione sembra essere comune per i percettori di reddito medio alto.
In conclusione, chi può evita i doveri fiscali, ma con scelte differenti. Al Sud, il sommerso, da lavoro nero, è un fenomeno legato al basso reddito. Altrove no.

(1)La pressione fiscale che deriva dall'Iva interna, dall'Irpef e dall'Irpeg, dall'Irap e dalle addizionali all'Irpef viene regionalizzata e rapportata al Pil regionale e al Pil regionale al netto della base imponibile evasa. La differenza tra pressione fiscale nazionale e pressione fiscale regionalizzata è dovuta al fatto che solo alcune imposte sono state regionalizzate; di conseguenza la pressione fiscale calcolata non è quella complessiva ma solo quella riferita a tali imposte. Ad esempio, non sono state regionalizzate le accise e l'Iva sulle importazioni. Inoltre non sono state considerate le imposte con basi imponibili non immediatamente riconducibili al reddito, come l'Ici.
(2)Fiorio C.V. e F. D'Amuri (2004) Estimation of work income tax evasion in Italy, mimeo. Su ogni decile di reddito, calcolano la quota evasa come rapporto tra il reddito dichiarato al ministero delle Finanze e quello desunto dall'Indagine sui bilanci delle famiglie italiane della Banca d'Italia.

di Fabio Fiorillo e Mauro Gallegati

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