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Martedì 27 settembre 2011

CONTRATTO DI RETE: PROGETTI DI AGGREGAZIONE PER LA COMPETITIVITÀ DELLE IMPRESE

a cura di: Studio Dott.ssa Palma Stefania Linguerri
Il dibattito riguardante il ruolo e le prospettive delle reti di imprese ha ricevuto, negli ultimi anni, un interesse crescente, sia a livello di studio e di ricerca sia a livello operativo.
Il contratto di rete è istituito con la legge n. 33 del 9 aprile 2009 e modificato con l'art. 42 della Legge n. 122/2010. Per accrescere la propria capacità innovativa e la propria competitività sul mercato, più imprenditori possono stipulare un accordo, obbligandosi, sulla base di un programma comune di rete, a collaborare in forme predeterminate attinenti all'esercizio delle proprie imprese, o a scambiarsi informazioni o prestazioni di natura industriale, commerciale, tecnica, o ancora ad esercitare in comune una o più attività rientranti nell'oggetto della propria impresa. Il contratto deve essere redatto con atto pubblico o per scrittura privata autenticata.

L'atto deve indicare:
  • l'indicazione degli obiettivi strategici e delle attività comuni poste a base della rete che dimostrino il miglioramento della capacità innovativa e della competitività sul mercato;
  • la durata del contratto le modalità di adesione di altre imprese e le relative ipotesi di recesso;
  • l'individuazione di un programma di rete, che contenga l'enunciazione dei diritti e degli obblighi assunti da ciascuna impresa partecipante e le modalità di realizzazione dello scopo comune.

Ci sono altri elementi che possono essere indicati a discrezione degli imprenditori. Tra questi l'istituzione di un fondo patrimoniale comune, in relazione al quale sono stabiliti i criteri di valutazione dei conferimenti che ciascun contraente si obbliga ad eseguire per la sua costituzione e le relative modalità di gestione e l'istituzione di un organo comune incaricato di eseguire il contratto di rete. Anche se l'istituzione del fondo comune, non ha obbligatorietà nel dettato normativo, lo stessa assume valenza ed obbligatorietà ai fini della possibilità di usufruire della agevolazione fiscale. I contratti di rete ai sensi dell'art.107 paragrafo I del Trattato sul Funzionamento dell'Unione Europea, sono, infatti, soggetti ad agevolazione e tale agevolazione , non è da considerarsi aiuto di Stato.
In linea generale, sono ritenuti agevolabili i costi sostenuti per acquisto o utilizzo di beni (strumentali e non) e servizi, nonché per l'utilizzo di personale. Rimangono fermi i tre requisiti necessari per la fruizione dell'agevolazione, da possedere prima della realizzazione degli investimenti: adesione al contratto di rete; accantonamento e destinazione dell'utile dell'esercizio; asseverazione del programma di rete da parte di organismi abilitati a rilasciare l'asseverazione del programma di rete.

La Misura agevolativa

Consiste in un regime di sospensione di imposta sugli utili d'esercizio accantonati ad apposita riserva e destinati al fondo patrimoniale per la realizzazione degli investimenti previsti dal programma stesso, che abbia ottenuto la preventiva asseverazione da parte degli organismi abilitati. L'agevolazione opera ai fini delle imposte sui redditi (IRPEF e IRES), con esclusione quindi dell'IRAP . La stessa può essere fruita "esclusivamente" in sede di versamento del saldo delle imposte sui redditi dovute per il periodo di imposta relativo all'esercizio cui si riferiscono gli utili accantonati, senza incidere sul calcolo degli acconti dovuti per il medesimo periodo di riferimento La comunicazione deve essere presentata dalle imprese interessate all'Agenzia delle Entrate, esclusivamente in via telematica, in riferimento a ciascuno dei periodi d'imposta interessati dall'agevolazione.

Al fine della ripartizione delle risorse, nel rispetto del limite degli stanziamenti, il provvedimento prot. n. 2011/31139 del 14 aprile 2011 precisa che l'Agenzia delle Entrate determina la percentuale massima del risparmio di imposta spettante a ciascuna impresa sulla base del rapporto tra l'ammontare delle risorse stanziate e l'ammontare del risparmio d'imposta .Gli investimenti previsti dal programma di rete devono essere realizzati entro l'esercizio successivo a quello in cui viene deliberato l'accantonamento degli utili dell'esercizio.

Vantaggi

Il contratto di rete tenta di creare un'aggregazione che non forza l'individualità delle imprese, ma consente di integrare energia, risorse e progettualità e, quindi, di offrire il surplus tipico della grande impresa alle imprese piccole, senza snaturarne la flessibilità e l'individualità che sono alla base della loro essenza. Questo strumento ha, dunque, l'ambizione di rappresentare un modo diverso per unire la parte migliore di entrambi i sistemi con lo scopo di diminuire l'enorme divario sempre esistente fra le multinazionali, da un lato, e le piccole imprese isolate, dall'altro. Strutturare e dare continuità alle collaborazioni informali tra imprese, avviare investimenti innovativi in modo congiunto, rafforzarsi nei confronti del mercato e dei grandi operatori, tutelare il know-how specifico proprio delle aziende.

Limiti

Il limite del meccanismo di incentivazione, predisposto dal fisco è facilmente riferibile al fatto che le imprese aderenti al contratto di rete devono evidenziare un reddito positivo (condizione necessaria per l'accantonamento di utili).

AUTORE:

Dott.ssa Palma Stefania Linguerri

Commercialista – Revisore Contabile
Studio Dott.ssa Palma Stefania Linguerri
Laureata in Economia e Commercio presso la Facoltà Federico II di Napoli nel 2000. Iscritta all’ODCEC di Napoli dal 2004. Revisore Contabile, Mediatore professionista e C.T.U. presso il Tribunale...
di Napoli.
Svolge la sua attività nel campo della consulenza fiscale, societaria, operazioni straordinarie, acquisizione di partecipazioni societarie.
Diplomata in processi di quotazione in borsa e iscritta nel registro dei dottori commercialisti esperti tenuto da Borsa Italiana.
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