Martedì 20 gennaio 2009

CONTRADDITTORIO IN MATERIA DI STUDI DI SETTORE

a cura di: Studio Dott. Alvise Bullo

In un precedente intervento si era segnalata l'importanza delle memorie difensive (anche nel contraddittorio da studi di settore) da intendersi quale strategia processuale idonea a provare a vincere attraverso le c.d. "pregiudiziali".
Di più, una volta attivate dette memorie in maniera ben dettagliata, risulta di assoluto rilievo "chiudere l'opera" attraverso un dettagliato e completo ricorso da accertamento da studi si settore ricco di rilievi riferiti a:
-questioni di incostituzionalità;
-questioni di legittimità/procedura;
-questioni di merito.

di Alvise Bullo [*]

Contraddittorio in materia di studi di settore.
E' sotto gli occhi di tutti che gli accertamenti da studi di settore stanno perdendo sempre di più in contenzioso tributario. Primariamente perché il semplice scostamento da Gerico non è (si ribadisce non è) una presunzione semplice (art. 2729 c.c.) ma semplicemente un elemento indiziario (per un approfondimento si rinvia a A. Bullo, "Accertamenti da studi di settore verso i professionisti e divieto di presunzioni di secondo grado, in Il Fisco n. 40/2008, da pag. 7183). Ciò detto, le memorie difensive scritte fatte molto bene (nella questione studi di settore) possono definitivamente qualificare l'accusa (scostamento da Gerico) quale semplice indizio e in quanto tale insufficiente per motivare un avviso di accertamento e pertanto qualificante l'atto stesso come illegittimo.

Ricorso da contro accertamento da studi di settore
a cura di: Dott. Alvise Bullo
con rilievi dettagliati di incostituzionalità, procedura e merito.

Una volta svolte le memorie sopra specificate in maniera davvero dettagliata risulterà "abbastanza semplice" auspicarsi una vittoria in contenzioso tributario o una possibile "chiusura liti" attraverso ad esempio la conciliazione giudiziale.
Il ricorso in oggetto dovrà essere, comunque, molto "forte" nei tre principali aspetti: questioni di incostituzionalità;questioni di legittimità/procedura;questioni di merito.
Il Modello di ricorso tributario contro avviso di accertamento da studi di settore si riferisce alla redazione di un ricorso tributario ricco di c.d. "pregiudiziali" costituenti una buona difesa in termini di procedura, con paragrafi molto dettagliati e approfonditi (con anche riferimenti della Giurisprudenza più recente, di Prassi e Dottrinali) che se condivise e accolte dalla Commissione Giudicante determinano l'immediata vittoria. Detto ricorso, posto che poggia molto su violazioni di norma di legge è, ovviamente, strumentale, altresì, a costituire una chiave di possibile accesso, già fin dal ricorso introduttivo, al ricorso per Cassazione (ai sensi dell'art. 360 c.p.c.).

Detto ricorso, pertanto, pur non certamente ignorando il merito (anzi, si scende e molto in profondità nel merito), è "molto forte" nei rilievi di procedura. A titolo di esempio si indicano i principali rilievi di procedura e merito sollevati:

1. In via pregiudiziale:
Violazione degli artt. 53 e 41 della Costituzione.
2. Illegittimità dell'avviso di accertamento per non sottoscrizione dello stesso da parte del capo dell'Ufficio, come imposto dall'art. 42, co 1 del DPR 600/1973, e dall'assenza di produzione di delega scritta (nei confronti del sottoscrittore) avente n. di protocollo e data certa come predicato dalla Giurisprudenza (su tutte CTR Lazio, n. 108 del 11.7.2005).
3. Illegittimità dell'avviso di accertamento per carenza di motivazione posto che lo stesso ha omesso totalmente di rispettare il preciso disposto imposto dal contraddittorio predicato dalla C.M. 65/E del 2001, dall'art. 12, co 7 della l. 212/2000 e dalla costante Giurisprudenza in tema di memorie da contraddittorio su studi di settore contravvenendo peraltro al c.d. principio della buona fede e del reciproco affidamento predicati dalla L. 212/2000.
4. Illegittimità dell'avviso di accertamento in oggetto per mancata/errata indicazione dell'aliquota IRAP specificata e quindi per indicazione di un importo non verificabile. Violazione di norma di legge, art. 42 del DPR 600/1973. I Supremi Giudici danno da sempre e costantemente torto all'operato, qui censurato, dell'Ufficio.
5. In via principale e in diritto
5.Illegittimità dell'avviso di accertamento perché il semplice scostamento da Gerico non è (si ribadisce non è) una presunzione semplice (art. 2729 c.c.) ma semplicemente un elemento indiziario e come tale insufficiente a poter da solo "integrare" un avviso di accertamento.
6. Illegittimità dell'avviso di accertamento per violazione dell'art. 2697 c.c. : la Giurisprudenza è costante nello stabilire che è onere di chi accusa (nel caso di specie Organo accertatore) di provare e motivare il fondamento della propria accusa; nel caso di specie la stessa si qualifica su indizi e di qui la necessaria dichiarazione di illegittimità dell'atto impugnato per essere gravemente viziato in tema di assenza di motivazione giusto il predicato di cui all'art. 42 del DPR 600/1973.
7. In via principale e nel merito
7. Illegittimità dell'avviso di accertamento per non aver tenuto conto della particolare situazione del ricorrente, peraltro già dettagliatamente motivata e provata nelle memorie scritte recisamente ignorate dall'Ufficio come già specificato.
8. In via subordinata sempre nel merito.
8. Necessità di tener conto nella rideterminazione del maggior imponibile anche dei costi.

Detto ricorso (aggiornato con la Giurisprudenza, prassi e Dottrina) ricco di motivazioni in procedura e merito è strumentale all'auspicata vittoria o ad un'eventuale e possibile gradita chiusura liti attraverso l'istituto della conciliazione giudiziale.

[*] Dottore Commercialista in Venezia.

AUTORE:

Dott. Alvise Bullo

Dottore Commercialista e Revisore Legale.
Studio Dott. Alvise Bullo
Docente per la Scuola Superiore dell’Economia e delle Finanze in materia di diritto tributario e in particolare in riferimento al contenzioso tributario. Da agosto 2008 componente della Commissione...
"contenzioso e accertamento tributario" presso il Consiglio Nazionale DCEC a Roma in materia di contenzioso tributario.

Collabora con La Settimana Fiscale, Il Sole 24 Ore, Contabilità Finanza e Controllo (gruppo Il Sole 24 Ore), Il Fisco, Finanza & Fisco, Quaderni Eutekne, Il Commercialista Veneto, GT Ipsoa, Pratica Fiscale, Il Corriere Tributario, Fiscalitax ed altre riviste.

Svolge attività di convegnistica (in materia di contenzioso tributario) in tutta Italia nell’ambito della formazione continua per DCEC, con Eutekne, nell’ambito della Commissione contenzioso e accertamento tributario presso CNDCEC, nell’ambito dei Convegni Nazionali Notarili, presso scuole di formazione professionale, presso gli artigiani, ecc.
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