Sabato 31 dicembre 2005

CLAUSOLA DI RISERVA DI PROPRIETÀ SU BENI MOBILI REGISTRATI

a cura di: Studio Cozzi Dottori Commercialisti Associati
Generalmente il compratore diventa proprietario della cosa al momento del consenso o se si tratta di cose fungibili al momento dell'individuazione, anche se non ne abbia ancora pagato il prezzo.

Perciò, se il compratore cade in stato di insolvenza, il venditore che gli abbia fatto credito rischia di perdere il prezzo e la cosa. Trattandosi di cosa mobile, il venditore non può garantirsi con un diritto di pegno, perché questo richiederebbe che la cosa non fosse lasciata nelle mani del debitore (art.2786 c.c.) mentre il compratore la acquista a credito proprio per poterla utilizzare subito. Il problema si risolve con una clausola che differisca il trasferimento della proprietà al momento in cui il prezzo sia completamente pagato: si tratta dunque di un trasferimento sottoposto a condizione sospensiva (cioè il negozio giuridico produce i suoi effetti al verificarsi di un evento futuro e incerto). Gli altri effetti del contratto, invece, si producono immediatamente. La cosa viene consegnata al compratore, il quale potrà utilizzarla subito. Non può ovviamente alienarla, perché non è ancora sua: se lo fa, commette il reato di appropriazione indebita (art. 646 cod. pen.), ma il terzo acquirente può diventare proprietario, se si tratta di cosa mobile ed egli ne riceve in buona fede la consegna (art.1153 c.c.).
Finché il prezzo non è pagato, dunque, il compratore non ha la proprietà della cosa; ha però un'aspettativa di acquisto e ha il godimento. In considerazione di ciò la legge pone a suo carico, dal momento della consegna, il rischio del perimento fortuito della cosa (art.1253 c.c.).

Art.1523 c.c. Della vendita con riserva della proprietà - passaggio della proprietà e dei rischi:
"Nella vendita a rate con riserva della proprietà il compratore acquista la proprietà della cosa col pagamento dell'ultima rata di prezzo ma assume i rischi dal momento della consegna."

Ciò significa che il compratore e il venditore si accordano affinché il prezzo venga pagato frazionatamene, entro un certo periodo di tempo, mentre la cosa (oggetto della vendita) viene consegnata subito senza, però, che immediatamente venga trasferita la proprietà.
Fino al momento del pagamento dell'ultima rata di prezzo, l'acquirente ha il potere di usare la cosa e assume il rischio del perimento della cosa (cioè il rischio che la cosa si distrugga). Normalmente questo rischio viene sopportato dal compratore dal momento in cui egli acquista la proprietà della cosa, il che avviene con il raggiungimento dell'accordo. In questo caso, invece, si verifica una eccezione alla regola: il rischio del perimento della cosa passa dal venditore al compratore già al momento della consegna, dunque, prima ancora che egli ne abbia acquistato la proprietà. La ragione di questa eccezione sta nel fatto che anche se non ancora proprietario, il compratore, che ha presso di sé la cosa, è l'unico in grado di controllare la cosa ed impedirne, quindi, il danneggiamento e la distruzione.
La clausola di riserva di proprietà - "il venditore si riserva la proprietà del bene fino al pagamento dell'ultima rata di prezzo" - va inserita nel più ampio schema del contratto di compravendita (la clausola di riserva di proprietà non può, quindi, essere inserita solamente nella fattura).

Art.1524, comma 1 c.c. Opponibilità della riserva di proprietà nei confronti di terzi:
"La riserva della proprietà è opponibile ai creditori del compratore, solo se risulta da atto scritto avente data certa anteriore al pignoramento. Se la vendita ha per oggetto macchine e il prezzo è superiore a 15,49 euro la riserva di proprietà è opponibile anche al terzo acquirente, purché il patto di riservato dominio sia trascritto in apposito registro tenuto nella cancelleria del tribunale nella giurisdizione del quale è collocata la macchina, e questa, quando è acquistata dal terzo, si trovi ancora nel luogo dove la transazione è stata eseguita.
Sono salve le disposizioni relative ai beni mobili iscritti in pubblici registri."

La norma disciplina la possibilità di far valere il contratto di compravendita con riserva di proprietà contro le pretese avanzate dai creditori del compratore (art.1524, comma 1) e dai terzi acquirenti (art.1524, comma 2). Al comma 1 la norma prevede che i creditori del compratore possano pignorare la cosa solo se il patto di riserva della proprietà non riveste la forma scritta o non ha data certa precedente al pignoramento.
Al comma 2, invece, la norma fa riferimento a rapporti con i terzi acquirenti, che sono i compratori del bene successivi al primo, ossia coloro che hanno acquistato la cosa dallo stesso compratore (loro venditore). In tal caso, affinché il contratto originario di vendita sia loro opponibile, ossia possa essere fatto valere contro di loro, è necessario che vengano rispettate le norme del codice civile in materia di trascrizione.

Libro VI, titolo I Della trascrizione
La trascrizione è un mezzo di pubblicità relativo ai beni immobili e mobili registrati, attraverso il quale si assicura la conoscibilità delle vicende relative a tali beni. Essa si realizza mediante l'inserimento degli atti in appositi registri.
La trascrizione mobiliare, a differenza di quella immobiliare[1] , ha base reale, nel senso che viene eseguita avendo riguardo al bene oggetto della vicenda e non al suo titolare. Da ciò deriva che è sufficiente conoscere gli elementi di identificazione del bene per poter acquisire le informazioni relative a tutti i suoi mutamenti giuridici.

Art.2683 c.c. Beni per i quali è disposta la pubblicità: "Devono essere resi pubblici col mezzo della trascrizione (art. 2657 ss. c.c.) gli atti menzionati negli articoli seguenti, quando hanno per oggetto:
1) le navi …
2) gli aeromobili …
3) gli autoveicoli iscritti nel pubblico registro automobilistico."

Art.2684 c.c. Atti soggetti a trascrizione: "Sono soggetti alla trascrizione per gli effetti stabiliti dall'art. 2644:
1) i contratti che trasferiscono la proprietà …
2) i contratti che trasferiscono o modificano diritti di usufrutto …
3) gli atti tra vivi …
4) le transazioni …
5) i provvedimenti con i quali nel giudizio di espropriazione …
6) le sentenze che operano la costituzione …"

Poiché la trascrizione dell'atto di vendita di un autoveicolo al P.R.A. non è considerata requisito di validità ed efficacia del trasferimento del diritto di proprietà (trattandosi di uno strumento legale di pubblicità) gli autoveicoli possono essere validamente alienati con la semplice forma verbale.
La clausola di riserva di proprietà inserita in un contratto di compravendita di autoveicoli è opponibile ai terzi solo se iscritta al Pubblico Registro Automobilistico. L'iscrizione della clausola nel registro rende però necessaria la sua cancellazione in seguito al pagamento dell'ultima rata e ciò comporta inevitabilmente una duplicazione di costi (prima per l'iscrizione, poi per la cancellazione).

Note
1.La trascrizione immobiliare avviene in registri tenuti presso la conservatoria dei registri immobiliari e sono tenuti su base personale nel senso che i beni sono considerati solo in relazione alle persone e ai titolari dei beni di cui si tratta.

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AUTORE:

Ernesto Cozzi

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