Martedì 16 novembre 2004

CAPODANNO ED EPIFANIA CON LE SIGARETTE

a cura di: Studio Valter Franco
L'articolo 19 del D.L. 9 novembre 2004 n. 266 pubblicato sulla G.U. 264 del 10.11.2004 differisce i termini previsti dalla Legge 16.1.2003 n. 3 - articolo 51 - disponendo che il divieto di fumo introdotto dalla medesima Legge è differito al 10 gennaio 2005.

L'articolo 51 di detta Legge, a seguito delle modifiche introdotte dalla Legge 31 ottobre 2003 n. 306 e dal D.L. 9.11.2004 viene quindi così riscritto:


Art. 51 Legge 16.1.2003 n. 3
1. È vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di:
a) quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico;
b) quelli riservati ai fumatori e come tali contrassegnati.
2. Gli esercizi e i luoghi di lavoro di cui al comma 1, lettera b), devono essere dotati di impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria regolarmente funzionanti. Al fine di garantire i livelli essenziali del diritto alla salute, le caratteristiche tecniche degli impianti per la ventilazione ed il ricambio di aria sono definite, entro centottanta giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, con decreto del Presidente del Consiglio dei ministri di recepimento di un accordo tra lo Stato, le regioni e le province autonome su proposta del Ministro della salute. Con lo stesso provvedimento sono definiti i locali riservati ai fumatori nonché i modelli dei cartelli connessi all'attuazione delle disposizioni di cui al presente articolo (vedasi nota 1).
3. Negli esercizi di ristorazione, ai sensi del comma 1, lettera b), devono essere adibiti ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio.
4. Con regolamento da emanare ai sensi dell'articolo 17, comma 1, della legge 23 agosto 1988, n. 400, e successive modificazioni, su proposta del Ministro della salute, possono essere individuati eventuali ulteriori luoghi chiusi nei quali sia consentito fumare, nel rispetto delle disposizioni di cui ai commi 1, 2 e 3. Tale regolamento deve prevedere che in tutte le strutture in cui le persone sono costrette a soggiornare non volontariamente devono essere previsti locali adibiti ai fumatori.
5. Alle infrazioni al divieto previsto dal presente articolo si applicano le sanzioni di cui all'articolo 7 della legge 11 novembre 1975, n. 584, come sostituito dall'articolo 52, comma 20, della legge 28 dicembre 2001, n. 448.
6. Al fine di consentire una adeguata attività di informazione, da attivare d'intesa con le organizzazioni di categoria più rappresentative, le disposizioni di cui ai commi 1, 2, primo periodo, 3 e 5 entrano in vigore decorso un anno dalla data di entrata in vigore del provvedimento di cui al comma 2 (vedasi nota 1) - ora prorogato al 10 gennaio 2005 -
7. Entro centoventi giorni dalla data di pubblicazione della presente legge nella Gazzetta Ufficiale, con accordo sancito in sede di Conferenza permanente per i rapporti tra lo Stato, le regioni e le province autonome di Trento e di Bolzano, su proposta del Ministro della salute di concerto con i Ministri della giustizia e dell'interno, sono ridefinite le procedure per l'accertamento delle infrazioni, la relativa modulistica per il rilievo delle sanzioni nonché l'individuazione dei soggetti legittimati ad elevare i relativi processi verbali, di quelli competenti a ricevere il rapporto sulle infrazioni accertate ai sensi dell'articolo 17 della legge 24 novembre 1981, n. 689, e di quelli deputati a irrogare le relative sanzioni.
8. Le disposizioni di cui al presente articolo non comportano maggiori oneri a carico del bilancio dello Stato.
9. Rimangono in vigore, in quanto compatibili, le disposizioni di cui agli articoli 3, 5, 6, 8, 9, 10 e 11 della legge 11 novembre 1975, n. 584.
10. Restano ferme le disposizioni che disciplinano il divieto di fumo nei locali delle pubbliche amministrazioni.
Nota 1: Commi così modificati dall'articolo 7 della legge 31 ottobre 2003, n. 306.

LE DISPOSIZIONI DELLA LEGGE 16.1.2003 N. 3

il comma 1 dell'articolo 51 Legge 16.1.2003 n. 3 Legge prevede espressamente che è vietato fumare nei locali chiusi, ad eccezione di:

a. quelli privati non aperti ad utenti o al pubblico
b. quelli riservati a fumatori e come tali contrassegnati

Il comma 2 precisa che gli esercizi ed i luoghi di lavoro di cui alla precedente lettera b) debbono essere dotati di impianti di ventilazione e ricambio di aria regolarmente funzionanti, impianti le cui caratteristiche tecniche dovranno essere definite con regolamento da emanarsi entro 180 giorni dalla data di pubblicazione della Legge in Gazzetta Ufficiale (pubblicazione del 20.01.2003, temine di emanazione del regolamento 19 luglio 2003); con lo stesso regolamento sono definiti i locali riservati ai fumatori nonché i modelli dei cartelli da affiggere.

Nei soli esercizi di ristorazione devono essere adibiti ai non fumatori uno o più locali di superficie prevalente rispetto alla superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio.

Il comma 5 indica che le sanzioni irrogabili sono quelle previste dall'articolo 7 della Legge 11.11.1975 n. 584, così come modificato dall'articolo 52 della Legge 28.12.2001 n. 448 articolo 52 comma 20.

Le sanzioni
sono state inasprite dall'articolo 52 della Legge Finanziaria 2002,comma 20.Sanzione minima € . 25 e sanzione massima € 250; la misura della sanzione è raddoppiata nel caso sia commessa in presenza di una donna in evidente stato di gravidanza o in presenza di lattanti o bambini sino a 12 anni.

LE DISPOSIZIONI DI ATTUAZIONE

Il D.P.C.M. 23.12.2003 reca le disposizioni relative ai locali riservati ai fumatori, come tali contrassegnati, di cui alla lettera b del comma sopra riportato. .

I locali riservati per fumatori debbono essere:

a) delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati;
b) dotati di ingresso con porta a chiusura automatica, abitualmente in posizione di chiusura;
c) essere forniti di adeguata segnaletica (I locali per fumatori sono contrassegnati da appositi cartelli, con l'indicazione luminosa contenente la scritta «AREA PER FUMATORI».; detti cartelli sono comunque integrati da altri cartelli luminosi recanti la dizione: «VIETATO FUMARE PER GUASTO ALL'IMPIANTO DI VENTILAZIONE», che si accendono automaticamente in caso di mancato o inadeguato funzionamento degli impianti di ventilazione supplementare, determinando la contestuale esclusione della scritta indicativa dell'area riservata.
d) non rappresentare un locale obbligato di passaggio per i non fumatori.

TESTO DELL'ALLEGATO 1 DPCM 23.12.2003 pubblicato sulla G.U. 29.12.2003

REQUISITI TECNICI DEI LOCALI PER FUMATORI, DEI RELATIVI IMPIANTI DI VENTILAZIONE E DI RICAMBIO D'ARIA E DEI MODELLI DEI CARTELLI CONNESSI AL DIVIETO DI FUMO.

1. I locali riservati ai fumatori, di cui all'art. 51, comma 1, lettera b) della legge 16 gennaio 2003, n. 3 devono essere contrassegnati come tali e realizzati in modo da risultare adeguatamente separati da altri ambienti limitrofi, dove e' vietato fumare. A tal fine i locali per fumatori devono rispettare i seguenti requisiti strutturali:
a) essere delimitati da pareti a tutta altezza su quattro lati;
b) essere dotati di ingresso con porta a chiusura automatica, abitualmente in posizione di chiusura;
c) essere forniti di adeguata segnaletica, conforme a quanto previsto dai successivi punti 9 e 10;
d) non rappresentare un locale obbligato di passaggio per i non fumatori.
2. I locali per fumatori devono essere dotati di idonei mezzi meccanici di ventilazione forzata, in modo da garantire una portata d'aria di ricambio supplementare esterna o immessa per trasferimento da altri ambienti limitrofi dove e' vietato fumare. L'aria di ricambio supplementare deve essere adeguatamente filtrata. La portata di aria supplementare minima da assicurare e' pari a 30 litri/secondo per ogni persona che puo' essere ospitata nei locali in conformita' della normativa vigente, sulla base di un indice di affollamento pari allo 0,7 persone/mq. All'ingresso dei locali e' indicato il numero massimo di persone ammissibili, in base alla portata dell'impianto.
3. I locali per fumatori devono essere mantenuti in depressione non inferiore a 5 Pa. (Pascal) rispetto alle zone circostanti.
4. La superficie destinata ai fumatori negli esercizi di ristorazione, ai sensi dell'art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3, deve comunque essere inferiore alla meta' della superficie complessiva di somministrazione dell'esercizio.
5. L'aria proveniente dai locali per fumatori non e' riciclabile, ma deve essere espulsa all'esterno attraverso idonei impianti e funzionali aperture, secondo quanto previsto dalla vigente normativa in tema di emissioni in atmosfera esterna, nonche' dai regolamenti comunali di igiene ed edilizi.
6. La progettazione, l'installazione, la manutenzione ed il collaudo dei sistemi di ventilazione devono essere conformi alle disposizioni legislative e regolamentari vigenti in tema di sicurezza e di risparmio energetico, come pure alle norme tecniche dell'Ente italiano di unificazione (UNI) e del Comitato elettrotecnico italiano (CEI). I soggetti abilitati sono tenuti a rilasciare idonea dichiarazione della messa in opera degli impianti secondo le regole dell'arte ed in conformita' dei medesimi alla normativa vigente. Ai fini del necessario controllo, i certificati di installazione comprensivi dell'idoneita' del sistema di espulsione, e i certificati annuali di verifica e di manutenzione degli impianti di ventilazione devono essere conservati a disposizione dell'autorita' competente.
7. Nei locali in cui e' vietato fumare sono collocati appositi cartelli, adeguatamente visibili, che evidenziano tale divieto. Ai fini della omogeneita' sul territorio nazionale, tecnicamente opportuna, tali cartelli devono recare la scritta «VIETATO FUMARE», integrata dalle indicazioni della relativa prescrizione di legge, delle sanzioni applicabili ai contravventori e dei soggetti cui spetta vigilare sull'osservanza del divieto e cui compete accertare le infrazioni.
8. Nelle strutture con piu' locali, oltre al modello di cartello riportato al punto 7, da situare nei luoghi di accesso o comunque di particolare evidenza, sono adottabili cartelli con la sola scritta «VIETATO FUMARE».
9. I locali per fumatori sono contrassegnati da appositi cartelli, con l'indicazione luminosa contenente, per le ragioni di omogeneita' di cui al punto 7, la scritta «AREA PER FUMATORI».
10. I cartelli di cui al punto 9 sono comunque integrati da altri cartelli luminosi recanti, per le ragioni di omogeneita' di cui al punto 7, la dizione: «VIETATO FUMARE PER GUASTO ALL'IMPIANTO DI VENTILAZIONE», che si accendono automaticamente in caso di mancato o inadeguato funzionamento degli impianti di ventilazione supplementare, determinando la contestuale esclusione della scritta indicativa dell'area riservata.
11. Il locale non rispondente, anche temporaneamente, a tutte le caratteristiche tecniche di cui ai punti precedenti non e' idoneo all'applicazione della normativa di cui all'art. 51 della legge 16 gennaio 2003, n. 3.

I CARTELLI DA AFFIGGERE

I commi 7 - 8 - 9 dell'allegato 1 al D.P.C.M. (sopra riportato) prevedono l'affissione di cartelli e su tale questione è stato emanato dal Ministero della Salute il comunicato stampa n. 105 dell'11 novembre 2004 che, tra l'altro, indica:

In riferimento alla nota diffusa dalla Federazione Italiana Pubblici esercizi (FIPE) sulla entrata in vigore della legge sulla tutela della salute dei non fumatori prevista per il 10 gennaio 2004 si precisa che il decreto attuativo del comma 7 dell'articolo 51 della legge n° 3/2003 è appena pervenuto dal Ministero dell'Economia e, pur non essendo indispensabile per l'applicazione del divieto di fumo, è in via di trasmissione alla Conferenza Stato-Regioni per l'approvazione.

Il Provvedimento indica le procedure per l'accertamento delle infrazioni, i soggetti legittimati a contestare i conseguenti processi verbali e ad irrogare le relative sanzioni.
Nelle strutture pubbliche e private soggette al divieto di fumare le infrazioni al divieto saranno accertate oltre che dal personale appositamente incaricato a norma della Direttiva del Presidente del Consiglio dei Ministri del 14 dicembre 1995, dal personale dei Corpi di polizia locale, dalle guardie giurate espressamente adibite a tale servizio e, di propria iniziativa, dagli ufficiali ed agenti delle Forze di polizia presenti nei locali e nei luoghi soggetti al divieto di fumare.

Per quanto riguarda, invece, i cartelli di divieto, non esistendo alcun modello definito dalla norma, coloro cui spetta per legge, regolamento o disposizioni di autorità di assicurare l'ordine all'interno di tutti i locali nei quali è vietato fumare, devono comunque esporre un cartello di qualsiasi tipo recante le indicazioni richieste dalla legge.
Dalla data di entrata in vigore del divieto di fumo, i Nas vigileranno sull'applicazione della legge.

(testo del comunicato stampa su internet)

dal sito internet del Ministero della Salute la conferma della proroga

Prorogato al 10 gennaio 2005 il termine per l'applicazione del divieto di fumo nei locali pubblici. Lo stabilisce il Decreto legge n. 266 del 9 novembre scorso (pubblicato nella Gazzetta Ufficiale n. 264 del 10 novembre 2004) all'art.19. Il provvedimento modifica di pochi giorni quanto previsto dalla Legge 3 del 2003, tramite il successivo regolamento tecnico, che fissava al 28 dicembre la data ultima per consentire ai ristoratori l'adeguamento dei locali riservati ai fumatori e quindi l'applicazione del divieto. La proroga è stata accordata per andare incontro alle esigenze degli esercenti che non hanno la possibilità di completare i lavori di adeguamento delle strutture entro il periodo stabilito dal regolamento.

(c.c. - Ministerosalute.it - 11 novembre 2004)


Fossano, 12 novembre 2004

Studio Franco



Vi ricordiamo che è disponibile sul nostro sito internet, anche un servizio di RISPOSTA A QUESITI (clicca QUI per accedere).
AUTORE:

Rag. Valter Franco

Ragioniere commercialista, revisore contabile
Studio Valter Franco
Collabora con Ateneoweb dal 2003. Dal 1978 lo studio assiste i propri clienti in tutti gli adempimenti societari, contrattuali, fiscali, contabili, durante le fasi di accertamento e quelle del contenzioso...
tributario. Lo studio ha maturato inoltre significative esperienze nel campo del trattamento dei dati personali (privacy) e della normativa antiriciclaggio per professionisti, tenendo convegni in diverse località italiane sul tema.
Altri utenti hanno acquistato

Altri utenti hanno acquistato

Altri approfondimenti

tutti gli approfondimenti

Gli approfondimenti più letti

AteneoWeb s.r.l.

AteneoWeb.com - AteneoWeb.info

Via Gregorio X, 46 - 29121 Piacenza - Italy
staff@ateneoweb.com

C.f. e p.iva 01316560331
Iscritta al Registro Imprese di Piacenza al n. 01316560331
Capitale sociale 20.000,00 € i.v.
Periodico telematico Reg. Tribunale di Piacenza n. 587 del 20/02/2003
Direttore responsabile: Riccardo Albanesi

Progetto, sviluppo software, grafica: AI Consulting S.r.l.
SEGUICI

Social network

Canali informativi

Canali RSS

X Rottamazione cartelle esattoriali