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Venerdì 17 settembre 2004

ACQUISTO PRIMA CASA: CHIARIMENTI MINISTERIALI

a cura di: Studio Cozzi Dottori Commercialisti Associati
La circolare n. 28/E dissipa una volta per tutte ogni dubbio in merito alle penalità a cui si incorre nel caso in cui, a seguito dell'acquisto di abitazione da adibire a prima casa con le agevolazioni fiscali, non fossero rispettati i requisiti di legge per l'ottenimento delle stesse.

L'amministrazione finanziaria ha diramato una circolare, la n. 28/E, con la quale dissipa una volta per tutte ogni dubbio (qualora ve ne fossero) in merito alle penalità a cui si incorre nel caso in cui, a seguito dell'acquisto di abitazione da adibire a prima casa con le agevolazioni fiscali, non fossero rispettati i requisiti di legge per l'ottenimento delle stesse.
Le condizioni da rispettare al fine di usufruire delle predette agevolazioni (ovvero Iva al 4%, imposta di registro al 3%, le altre imposte dovute in misura fissa) sono le seguenti:
- l'acquirente, al momento del rogito, deve dichiarare di risiedere nel Comune laddove è situato l'immobile oppure di impegnarsi a risiedervi entro 18 mesi;
- lo stesso acquirente deve dichiarare di non possedere altre abitazioni nel comune stesso oppure di non possedere case su tutto il territorio nazionale, per il cui acquisto abbia già usufruito delle agevolazioni fiscali in questione;
- l'acquirente, in conclusione, può vendere l'abitazione solo dopo che siano trascorsi cinque anni dalla data del rogito d'acquisto (a meno che entro un anno dalla successiva vendita si proceda ad un nuovo acquisto di "prima casa", quindi agevolato).
Se l'acquirente non rispetta le condizioni suddette, oppure rilascia dichiarazioni mendaci nell'atto di rogito, la legge dispone la decadenza delle agevolazioni e pertanto:
a) viene disposto il recupero dell'imposta "ordinaria" in luogo di quella agevolata;
b) viene applicata la sanzione pecuniaria pari al 30% della differenza tra l'imposta agevolata e quella ordinariamente dovuta.
I dubbi derivanti dalla vecchia normativa sulla decadenza delle agevolazioni vertevano principalmente sull'ammontare della sanzione, che, a seguito del menzionato chiarimento ministeriale, deve intendersi riferita solo all'importo del 30% della differenza tra imposta ordinaria e imposta agevolata, in quanto tale differenza, di cui al precedente punto a), di per sé ha natura ripristinatoria dell'effettiva entità dell'imposta dovuta dall'acquirente.
Pertanto, se si disattende anche solo una delle condizioni per godere delle agevolazioni fiscali indicate sopra o si effettuano dichiarazioni mendaci, l'ufficio dell'Agenzia delle Entrate presso cui è stato registrato l'atto di acquisto provvede a disconoscere le agevolazioni ed a recuperare, ai sensi del DLgs 472/97, la differenza tra l'imposta sul valore aggiunto calcolata con l'aliquota applicabile in assenza di agevolazione e quella agevolata, nonché ad irrogare la sanzione amministrativa nella misura del 30% di detto importo.

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AUTORE:

Ernesto Cozzi

Studio Cozzi Dottori Commercialisti Associati
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